Sermoneta.... ieri: la storia.


 

 

    Notizie precise sulle origini di Sermoneta probabilmente non saranno mai trovate; storia e leggenda si intrecciano tra loro e ci parlano dei vari popoli che trovarono in questo territorio un luogo sicuro per vivere; questo ed altri fattori ci impediscono di risalire alle vere originÝ del nostro paese.

    I primi documenti sicuri dai quali poter trarre qualche notizia precisa, non li abbiamo che dopo il XII secolo. Dagli scritti che ci ha lasciati Varrone apprendiamo che i primi ad abitare la nostra regione prima dei X sec. a.C. furono probabilmente i Liguri; infatti sono stati trovati dei reperti archeologici nelle vicinanze di Caracupa e Valvisciolo che confermerebbero questa tesi.

 Questi reperti risultano anteriori al V sec. a. C. e quindi si pu˛ affermare quasi con certezza che la nostra regione fu una stazione italica, latina e pi˙ probabilmente ausona. Un'altra versione ce la offre lo scrittore latino Plinio il quale nel riportare la relazione di un certo console Muzio scrisse che nel IX sec. a.C. i Lacedemonti, (spartani) ribellandosi al governo di Licurgo abbandonarono la loro patria (Sparta) e si misero in viaggio per il Mediterraneo. Dopo varie peripezie approdarono presso il monte Circeo ed essendo loro piaciute queste zone vi si stabilirono fondando 53 cittÓ tra le quali si potrebbe inserire Sermoneta.

    Con la nascita di Roma (753 a.C.) il re Cluvillo, non vedendo di buon occhio lo sviluppo che la nuova cittÓ stava avendo le dichiar˛ guerra. In questo periodo regnava a Roma Tullio Ostilio che sconfisse i Latini e Cluvillo mori in battaglia. Il suo successore, Mezio Suflerio, cerc˛ inutilmente di riacquistare la libertÓ per il suo popolo latino e ritirandosi con l'esercito a Ferentino inizi˛ una guerra che dur˛ 200 anni e segn˛ la fine dell'impero latino e l'inizio dell'impero romano.

    Tra le cittÓ che combatterono contro Roma, Plinio cita anche Sermoneta, chiamata Sulmo. Si pu˛ af fermare che Sermoneta fosse Sulmo leggendo gli scritti di Filippo Cluviale che visse ai tempi dei Cesari, il quale nel parlare delle campagne pontine riporta Sulmo tra Norba (Norma) et Setia (Sezze).

    Una certa Sulmoma Ŕ anche citata da Virgilio nel X canto dell'Eneide, nell'episodio della morte di Pallante quando Enea immola agli dei quattro giovani della cittÓ. Con molta probabilitÓ la Sulmona di VIrgilio corrisponde alla Sulmo di Plinio e quindi a Sermoneta. Come "Sulmo" "prese parte alla guerra tra Latini e Romani, finita con la vittoria di quest'ultimi e con la relativa nascita dell'Impero.

    Lo storico Livio ci dice che Sermoneta fu l'ultima a gettare le armi, grazie anche alla posizione strategica che aveva. Tutto ci˛ le consenti di ricevere l'onore delle armi e soprattutto di partecipare attivamente alla vita politica della potente cittÓ. E' quasi certo che furono i Romani a cambiare il nome al nostro paese da Sulmo a Sulmoneta, cambiamento dovuto al fatto che essi, prima di combattere questa cittÓ, si affidarono alla dea Moneta e quindi dopo la vittoria riportata le aggiunsero questo nome a quello che giÓ aveva. 

   Di questo periodo finalmente abbiamo testimonianze concrete; l'esistenza di ruderi appartenenti ai templi (all'origine pagani) dedicatÝ a divinitÓ romaniche a una villa che molti ritengono sia appartenuta all'imperatore Caracalla, il quale avrebbe dato il nome alla localitÓ che oggi si chiama Antignana da Antonio il nome dell'imperatore (ipotesi questa molto discussa). Inoltre sono state ritrovate anche alcune lastre con nomi gentileschi ma soprattutto un'uma con incisa una scritta contenente il nome di un patrizio Romano. 

   Infine risale a questo periodo la costruzione di un tempÝetto di cui abbiamo oggi soltanto alcuni resti che in seguito fu trasformato in una chiesa detta S.Emerenziana (meglio nota come S.Potenziana); molto importante Ŕ anche la strada consolare che costeggia Sermoneta ed arriva fino a Terracina, questa aument˛ ancora di pi˙ la posizione strategica del paese che poteva appunto dominare dall'alto tutti coloro che costretti alla fuga avevano in quella strada un passaggio obbligato.

 

 

 


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